Elia

Fotogrammi Elia viene a prendermi col “Ciao” di suo fratello. Sento il rumore del motore. Attendo il suono del campanello. Quando apro la porta, lo trovo sull’ultimo gradino. La faccia sorridente, il piede pronto a ripartire. Aggrappata a lui, sul predellino, attraverso la città deserta. Gli studenti come me sono a casa. Gli operai e gli impiegati, che frequentano l’albergo dei miei, stanno ancora mangiando. La pausa di mezzogiorno smorza tutto. Per noi è l’inizio. Sull’argine, dopo la Piazza Vecchia, un soffio gagliardo c’investe. È l’annuncio della gola che si spalanca in fondo. La chiamano ‘Cassandre’, ma niente mi ha avvertito di quello che sarebbe successo. A destra, c’è il “Ritrovo Operaio”. A sinistra, oltre l’alveo che spumeggia, l’edificio in rovina di una distilleria. La strada prosegue dritta, finché si torce bruscamente e sale a serpentina, rasentando la fabbrica dove lavora il padre di Elia. È una zona della città che conosco pochissimo. Qualche passeggiata da piccola con ...