La scrittura


Ho concepito questo sito
proprio come un cassetto, dove ho inserito alcuni brani dei miei libri, accompagnati da foto che riguardano il loro contenuto, e me stessa.

È, quindi, un cassetto molto personale, davvero esclusivo.

Capace, però, di raggiungere gli altri, qualsiasi persona voglia aprirlo.

La scrittura mi ha permesso di avere un rapporto meno distratto con la vita, e dunque quasi con tutto.

C’è chi sostiene che le parole non hanno la capacità di rappresentarci perché sono ambigue, possono cioè avere significati diversi.

Certo, ma la maniera di manipolarle, nel senso di mescolarle, legarle, e amarle, le trasforma, le fa diventare, molto concretamente, parti di sé.

Simili a sassolini, molliche di pane, granellini d’oro o di piombo.

Filo di ragno, bava di lumaca.

E anche: stanza, rifugio, eremo, perfino carmelo.

La mia soggettività, la mia ‘anima’.


Il mio scrittorio


Ho pubblicato:

Pablo e la mia storia (Tracce, 2006), testo ‘onirico’, che racconta l’incontro con un personaggio ‘archetipico’.

Una sera dolcissima (Zona, 2010), raccolta comprendente il primo scritto autobiografico Non ho più occhi giovani apprezzato da Lalla Romano, e il racconto Giulia, dedicato alla figlia di Augusto, finalista al premio Città di Teramo.

La scrittura come cura (im)possibile, collage inserito nel libro di Maria Antonietta Selvaggio Educatrici di Società – racconti di donne e di cura ( 2013, E.S.A.), presentato nel 2015 alla Camera dei Deputati.

Nella mia stanza (Meligrana, 2018), miscellanea di racconti e poesie (fra i quali Lettera notturna finalista al premio Città di Teramo), classificata terza ex aequo al premio L’Iguana, intestato ad Anna Maria Ortese e Gerardo Marotta.

La ‘mia’ Cenerella, in La nemesi di Medea, di Silvana Campese (L’Inedito, 2019).

Bere il calice fino in fondo, nel libro Racconti del Sessantotto, la stagione dei movimenti in provincia di Sondrio (Etabeta, 2019).

Il mio romanzo sei tu (Raffaelli 2019), con una postfazione dell’analista junghiano Saverio Falcone, classificatosi secondo al premio Molise è.

I Quaderni di Mangiafuoco, Diario di vita e scrittura (2023)

Come una collana (Cleup, 2023)

frammenti di un percorso analitico-amoroso (Stampato in proprio, 2024)

Alla ricerca di lei. Piccola antologia (Raffaelli editore 2024)


Tutti i libri sono depositati presso il "Fondo Autori Locali" della Biblioteca Pio Rajna di Sondrio; la Fondazione "Elvira Badaracco - studi e documentazione delle donne" di Milano. I "Quaderni di Mangiafuoco"  anche presso l'Archivio Nazionale dei Diari di Pieve S.Stefano.

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