Don Abramo (o della mia ri-unificazione).
Don Abramo è indissolubilmente legato al periodo più bello della mia vita: la gioventù, il Sessantotto, Elia. Fu lui a farmelo conoscere, portandomi una sera nell’alloggio che don Abramo occupava presso l’Angelo Custode. Si chiamava così un luogo della Sondrio vecchia, nucleo originario della cittadina. Lo attraversavo per andare a scuola, raggiungere il liceo classico che sorgeva un po’ elevato, sopra una piccola rocca. All’inizio dell’anno scolastico ’68–’69 , Elia era stato assunto come supplente di storia dell’arte nel mio liceo. Il nostro primo contatto fu un confronto sul ‘genio’, qualità che lui possedeva abbondantemente a livello comunicativo. Di lì a poco, infatti, mi trovai ad ascoltarlo fuori del liceo, in una stanzetta al pianterreno dell’edificio delle suore che ospitavano don Abramo. Da quel momento il ‘fuoriscuola’, se così posso dire, divenne molto più formativo della scuola vera. Gli incontri con Elia e altri universitari, compresi alcuni insegnanti che si e...